Posts tagged ‘webdesign’

99 Designs…

October 26th, 2009

…You Can Crowdsource on crowdSPRING, come dire “non ci sono limiti a quello che puoi fare con Crowdspring”, compreso vincere 100$ pubblicando questo link: 99 Designs You Can Crowdsource on crowdSPRING. Ovvero, per chi avesse ancora dubbi sull’utilizzo del Post a project, una lista a cascata sulle sue infinite possibilità.

Un’altra potenzialità, inoltre, dell’emigrazione: Ross Kimbarovsky, qualche anno fa, decise di lasciare l’Ucraina alla volta del sogno americano e dopo alcuni anni come avvocato, segue la sua passione per la tecnologia ed insieme a Mike Samson, produttore televisivo e cinematografico, fonda la più volte osannata Crowdspring, un vero e proprio successo internazionale. Ovvero, per chi avesse ancora dubbi sull’istinto naturale dell’uomo alla migrazione…

links

99 Designs You Can Crowdsource on crowdSPRING
Rosskimbarovsky.com
Dynamicdrive.com
Labiennale.org
Manelortega.co.uk

Gabryimmobiliare e Ediltoma

October 24th, 2009

gabryimm2
ediltoma4Sono online Gabryimmobiliare e Ediltoma, ultimi due lavori da me realizzati.
Il titolare mio cliente aveva bisogno di un logo e un sito per ciascuna delle due realtà edilizie Gabryimmobiliare e Ediltoma, attive da anni nel Veneto nel campo immobiliare. E’ stato molto interessante lavorare all’immagine di queste due ditte, partendo da zero e vedendo sbocciare con soddisfazione la loro immagine.

Molto belle, tra l’altro, le loro case, curate e rifinite in ogni dettaglio.

links

Photoshoplady.com
Rengised.ru
Medialab.com/sitegrinder
Winnieauphoto.com

Zooppa, Italia

October 23rd, 2009

Zooppa.it, ecco che evidentemente mi ero sbagliata quando pensavo che un progetto come i creative marketplaces non potesse (o meglio, non riuscisse) a prendere piede qui da noi.
La creatività italiana è senza dubbio un vulcano, e moltissimi sono infatti gli artisti e i designers che (come succede anche in altri settori ben conosciuti) “scappano” all’estero per conquistarsi lo spazio che in Italia non basterebbe per mantenere stabilmente il contratto d’affitto nelle grandi città. Simone Legno, tanto per citarne uno tra i più acclamati del web. D’altronde basta dare una scorsa veloce agli annunci di lavoro online o alle varie community e forum di offerte di lavoro per rendersene conto e farsi due risate: richieste di loghi a 10€ (“tanto è un lavoretto di 5 minuti, lo farei io ma non ho tempo”, si legge di solito a epilogo del topic), richieste di portali ecommerce con budget “max 600€” (“e non fate i furbetti con richieste di anticipo che poi mi consegnate una paginetta e io rimango nella m**”, concludono in pieno rispetto professionale alcuni inserzionisti, come se i webdesigners italiani fossero tutti con le valigie pronte al checkin dell’aereoporto per rifarsi una vita su qualche isola caraibica dopo aver intascato questo bel malloppo).
La professione in questione (graphic designer o webdesigner) non solo è molto poco conosciuta qui da noi, ma davvero poco valorizzata. La gente normalmente non sa bene in cosa consista il lavoro (ho ancora amici e parenti che credono che io sia una specie di tecnico hardware) e spesso attribuisce quasi tutto alle magie del computer, non a competenze specifiche. In più l’immagine coordinata è ancora appannaggio di pochi, dei più grandi del mercato (o forse di chi può davvero permetterselo), mentre le piccole medie imprese prediligono il fai-da-te o comunque qualcuno che pretenda molto poco in termini economici. D’altronde l’importanza del logo e del sito è vista come un capriccio, qualcosa che comunque viene dopo e su cui è assolutamente poco proficuo investire. I freelancers, poi, appaiono ancora come artisti dell’arrangiarsi, come figure solitarie che cercano di intascarsi qualche monetina extra e quindi da pagare poco per forza, mentre inavvicinabili sono le agenzie di comunicazione a cui però ci si affida più volentieri perchè loro sì, sono professionisti. Questo secondo me il quadro delineatosi in questi ultimi anni secondo le mie esperienze.
Ora vedo questo Zooppa, che propone la formula del contest lanciato dai grandi marchi a cui chiunque, dopo essersi registrato, può iscriversi e inserire la propria idea nella speranza che venga notata e premiata. Anche qui sono i grandi marchi gli attori principali, non credo di aver visto nessuna realtà più piccola postare il proprio progetto o contest, come avviene sui siti “parenti” d’oltreoceano, dove anche la signora col salone di parrucchiera all’angolo vuole un logo che la contraddistingua.
Sempre meglio di niente anzi…

links

Fullsingle.com/
Eshirt.it/
Dache.ch/

Ancora creative marketplaces

October 18th, 2009

Sulla scia scopiettante di Crowdspring ecco due realtà affini, per la gioia dei creativi: Denook e Brandstack, entrambi a marchio USA, sembrerebbe, ed entrambi probabilmente nati come risposta alla crisi che si è abbattuta tragicamente anche su questo settore professionale (oltre che frutto di una mentalità d’oltreoceano ben diversa dalla nostra).
Il primo si struttura molto similmente a Crowdspring, anche se finora stenta un po’ a prendere il volo come il fratello maggiore e nonostante le già centinaia di iscritti. Per ora i progetti pubblicati sono due e nessuno ancora aggiudicato, almeno non al momento di questo post. Una pioggia entusiasmante di submissions ne colorano le pagine e, a parer mio, manca ancora di “disciplina”. Avendo infatti già postato per il progetto del website, ho notato che il rigore iniziale è leggeremente sfumato e l’autorità del cliente ha preso ben presto il sopravvento, cambiando in corsa le regole del gioco. Cosa poco piacevole peraltro, quando leggi nella streamline che il committente ha deciso (visti i numerosi e travolgenti designs ormai presenti) che per vincere il contest bisogna aver pubblicato tutte le 5 pagine che comporranno il sito finale e, se qualcuno dovesse ritrovarsi con qualche critica in sospeso, dovrà affrettarsi a rivedere il proprio operato in tempo (mi ricorda un po’ troppo da vicino la mia vita di studentessa liceale). Il mio entusiasmo iniziale è un po’ scemato ritrovandomi il giorno prima della chiusura del progetto con 4 pallini di rating su 5 (e un bel feedback, lo ammetto) e con una sola pagina inserita, quindi ho chiuso il browser e ho immediatamente ripreso il lavoro che avevo in sospeso per l’ultimo cliente. Stiamo a vedere però come si evolve questa nuova opportunità e se l’accessibilità del sito verrà di conseguenza implementata.

brandstackUn discorso a parte per Brandstack, che si definisce “il più grande Brand Marketplace”. Interessante e innovativa l’idea (praticamente impensabile per il mercato italiano) di inventarsi e vendere un brand, con eventuale dominio annesso (fino a qualche tempo fa si ventilava l’ipotesi di vendere anche siti web pronti o addirittura vario materiale per la stampa). Attenzione però ai metodi di selezione rigorosissimi (ovviamente comprensibili, dal momento che l’acquirente può effetuare il download online subito dopo il pagamento), quindi leggetevi attentamente le guidelines prima di ritrovarvi nella sezione “Critique” senza capirne il motivo. Non mi sono ancora chiarita quanto effettivamente sia possibile guadagnare con questo sito, cioè quanti utenti effettivamente lo consultino con la volontà di comprare un brand e quanti invece solo nella speranza di trarne ispirazione. Certo è che utilizzando Brandstack si ha l’impressione di non sciupare al vento la creatività e il lavoro sviluppato per altri contest o semplicente l’illusione di poter riciclare un vecchio logo che il cliente ha scartato, mentre invece era il nostro preferito. Certo è anche il fatto che il prezzo, per una volta, lo decidi davvero tu, anche se c’è sempre spazio per le modifiche.

links

Fulltimehobby.co.uk
Dazeddigital.com
Chopshopstore.com
Twin-pixels.com/
Designtaxi.com

Anche i creativi mangiano…

January 29th, 2009

creatives“Creatives need to eat too!” ironizza la pubblicità delle offerte di lavoro di Behance, sfoggiando un piatto di pasta fumante e un bel pezzo di pane…In effetti questo è sempre stato il grande problema degli artisti o dei creativi in generale, un po’ una sorte di sbarramento per tutte quelle persone piene di aspirazioni, arte, talento che però non arrivano a fine mese, ma fin dai tempi più lontani… Pensiamo al povero Van Gogh, ad esempio, artista incompreso o quasi dai suoi contemporanei, o a Bukowski, che saltava da un lavoretto all’altro per sbarcare il lunario, o a Fante, morto poverissimo… e sono solo i più recenti, the last but not the least, potremmo aggiungere. Nell’era digitale, però, qualche scorciatoia per pagare le bollette c’è, ed è online, proprio per chi è anche alle prime armi e vorrebbe farsi conoscere. Come al solito, vi porto oltreoceano, ma senza costringervi a pazientare ore col sedere incollato sullo scomodo sedile di un aereo: si chiama Crowdspring, e secondo me è un’idea favolosa, che spero sbarchi anche in Italia (o magari lo ha già fatto a mia insaputa, mi piacerebbe che qualcuno me lo segnalasse). E’ una specie di piazza, chiamiamola così, in cui aziende o privati incontrano i creativi di tutto il mondo postando le proprie necessità ed esigenze e selezionando quelle che preferiscono. Semplicissimo: vi registrate, for free, come sempre, con la possibilità di inserire una breve bio, un portfolio, insomma il vostro profilo. Ora la piazza è vostra, sfogliate estasiati tutti i progetti che aspettano voi e solo voi per trovar vita, e buon divertimento. Potete scegliere di creare un semplice logo ad effetto per un software house che vi pagherà 300$, oppure puntate più in alto e passate delle ore col vostro amico Photoshop per elaborare un originale layout di un nuovo portale di viaggi, pregustandovi una retribuzione coi fiocchi. Ovviamente dovete essere scelti dai committenti, quindi caricate il vostro lavoro corredandolo di una frasetta ad effetto o di una descrizione che convinca il potenziale cliente e… in bocca al lupo! Assicuratevi però di aver letto molto bene le esigenze del cliente, il contratto offerto, gli eventuali allegati e se ve la sentite date un’occhiata ai lavori già postati, tanto per farvi un’idea della concorrenza e per assicurarvi che non ci siano stati dei commenti o delle aggiunte da parte del committente in base a quello che ha visto finora.
Dando un’occhiata qua e là mi è parso stiano nascendo diverse realtà simili, o sulla falsa riga, per cui penso ne parlerò ancora…
links
webdesignerwall.com
indexbook.com
mklane.com
bukowski.altervista.org
cssglobe.com
farmrio.com.br

Web Trends 2009

January 18th, 2009

typNell’articolo Web Design Trends For 2009, si osservano molto da vicino le novità del web di quest’anno, lo stile e il trend che sta già contraddistinguendo il webdesign di oggi firmato dai migliori webdesigners internazionali.
La cosa più interessante che ho notato, seguendo la lista proposta dall’articolo, è l’uso incisivo del font tipografico che diventa decorazione ed elemento di design nonchè una sorta di risorsa artistica, proposto sia in stile “giornalistico”, sia affidandosi ad uno stile più ad effetto, chiamato nell’articolo “letterpress”. In parte attribuisco questo successo del font alla diffusione del bel sito ilovetypography.com, utilissima risorsa online per grafici e webdesigners, fondato e gestito circa un anno fa da John D. Boardley, che grazie al suo stile amichevole e simpatico ci assiste anche nella “costruzione” di un font tutto nostro e ci introduce ai migliori disponibili, ed infine regala diversi wallpapers tipografici davvero niente male.
Insomma un revival, o meglio una reinterpretazione della carta stampata, che sembra trovare nuova vita in forma digitale.
separe
Visto il mio navigare quotidiano, talvolta forse un po’ frenetico, a caccia del meglio online, di ispirazione, di novità e quant’altro, ho deciso che alla fine di ogni post pubblicherò i migliori link che ho scoperto e che consiglio di visitare o in cui ho trovato utile tuffarmi per scrivere.
Quindi, ecco quelli di oggi:
links
365daysofastronomy.org
chigarden.com
andreagandino.com
designyoutrust.com
pixmac.com
typenuts.com
fontbureau.com
dailyblogtips.com
webdesignerwall.com
webdesigners-directory.com
smashingmagazine.com