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Umberto D.

January 5th, 2009


Ho rivisto Umberto D. di De Sica, uno dei miei registi preferiti e uno dei film più tristi e strazianti che abbia mai visto. Un finale senza speranza, se non quelle briciole che ti restano della vita, che ti costringe ad andare avanti, anche quando non sembra esserci più senso. Umberto D. sceglie la vita, la ritrova quasi, nel finale, nella fuga del suo adorato cagnolino, l’unico a donare un senso alla sua solitaria esistenza di vecchio.
E’ così commuovente ed insieme umano il legame che lega il protagonista al suo cane, quanto logorante disumano e schizofrenico il muro che lo divide dagli altri, esseri umani come lui, spesso soli quanto lui, ed impegnati in una quotidianità di sopravvivenza che sembra non lasciare tempo per ascoltare la realtà altrui. L’argomento del film, nonostante i 50 anni dalla sua realizzazione, è quanto mai attuale, la miseria, la solitudine, la vecchiaia, l’indifferenza e l’ignoranza non hanno grosse evoluzioni o progressi, fanno parte dell’essere uomini, e comunque rendono certi comportamenti disumani. Forse in una città grande come Roma anche la gente è rimasta identica. Non mi sento d’accordo con quelle recensioni che descrivono Umberto D. come un personaggio chiuso e riservato, che riesce a confidarsi solo con la giovane domestica della padrona di casa. I tentativi di uscire dall’isolamento sono molti nel corso del film, ma fin dalle primissime scene tutte le persone con cui tenta un rapporto sfuggono, si lasciano quasi scivolare nella fretta e velocemente si allontanano da lui. Mi sembra che sia anche questo uno degli obiettivi del film, una rappresentazione di un sentimento di timore e di chiusura di fronte ad un uomo anziano, solo e in difficoltà anche nell’ esigenza più primaria della vita, quella di trovare non solo un pasto per lui e Flik, ma anche banalmente qualcuno con cui parlare.
Alla fine i due protagonisti, l’uomo e il cane, gli unici veramente umani del film, si compenetrano e si riflettono l’un l’altro, e come avviene in Amores Perros, è incredibile come cane e padrone siano i soli a capirsi e a condividere.