Posts tagged ‘amore’

Animali superiori e non

October 29th, 2009

Sì, è vero, nel mio amore per gli animali spesso posso sembrare naif. Sono cresciuta ascoltando i dischi di Cenerentola della Walt Disney e non sopportando di guardare Dumbo che cerca teneramente le carezze della mamma in catene strangolata in una vecchia roulotte del circo. Sono anche cresciuta con un cane, uno splendido meticcio nero che mi ha lasciato più emozioni e arricchimento interiore della mia intera classe del liceo (insegnanti inclusi, ovviamente), quello che con una parola si definisce umanità. Più umanità in un cane che in 30 persone, è un’affermazione grossa, lo so. Mi ha lasciato più ricordi, più comprensione, più pazienza, più fedeltà, più affetto incondizionato, meno pregiudizi e meno giudizi e mi ha insegnato il senso di responsabilità e l’empatia. D’altronde gli esseri umani sono molto più complessi di un cane, meno istintivi e soprattutto vivono in una rete sociale molto ben costruita. Gli esseri umani non escono più in branco, la mattina, per addentrarsi nei boschi in cerca di cibo, ma se ne vanno al lavoro nella frenesia collettiva di un mezzo di trasporto per guadagnare i soldi necessari alla spesa serale nel supermercato. Compriamo le cose di cui ci nutriamo, molto spesso senza pensare a cosa siano state prima di finire confezionate nel cellophane sullo scaffale del nostro supermercato di fiducia, o quello che fa le offerte speciali della settimana. Compriamo le cose che indossiamo e quasi mai pensiamo a quello che sta dietro una cintura di pelle (spesso nemmeno i negozianti lo sanno) o addirittura dietro una camicia di cotone alla moda ma che costa pochissimo. Compriamo il make up più appariscente o quello più a buon mercato, i medicinali più efficaci per il raffreddore, e così via, in un vortice commerciale senza coscienza. Perchè siamo più evoluti, esseri intelligenti, animali superiori. Proprio perchè siamo superiori, perchè siamo evoluti e tanto intelligenti abusiamo degli altri esseri viventi, torturandoli e costringendoli ad una vita indegna per finire sulle nostre tavole dopo un percorso allucinante di cui non abbiamo traccia, oppure per poter vendere il rossetto più luccicante della storia che però prima di far brillare le nostre labbra è stato testato su un ignaro coniglio a cui non fregava proprio nulla di tutto questo ma si sarebbe accontentato di vivere a modo suo, zompettando tra l’erba di un prato.
Certo, qualcosa si deve pur mangiare, si deve potersi vestire all’ultima moda, ma la sofferenza dovrebbe essere una necessità ridotta al minimo, quando si riesce e si può e finchè si è abitanti di questa Terra.

99 Designs…

October 26th, 2009

…You Can Crowdsource on crowdSPRING, come dire “non ci sono limiti a quello che puoi fare con Crowdspring”, compreso vincere 100$ pubblicando questo link: 99 Designs You Can Crowdsource on crowdSPRING. Ovvero, per chi avesse ancora dubbi sull’utilizzo del Post a project, una lista a cascata sulle sue infinite possibilità.

Un’altra potenzialità, inoltre, dell’emigrazione: Ross Kimbarovsky, qualche anno fa, decise di lasciare l’Ucraina alla volta del sogno americano e dopo alcuni anni come avvocato, segue la sua passione per la tecnologia ed insieme a Mike Samson, produttore televisivo e cinematografico, fonda la più volte osannata Crowdspring, un vero e proprio successo internazionale. Ovvero, per chi avesse ancora dubbi sull’istinto naturale dell’uomo alla migrazione…

links

99 Designs You Can Crowdsource on crowdSPRING
Rosskimbarovsky.com
Dynamicdrive.com
Labiennale.org
Manelortega.co.uk

Umberto D.

January 5th, 2009


Ho rivisto Umberto D. di De Sica, uno dei miei registi preferiti e uno dei film più tristi e strazianti che abbia mai visto. Un finale senza speranza, se non quelle briciole che ti restano della vita, che ti costringe ad andare avanti, anche quando non sembra esserci più senso. Umberto D. sceglie la vita, la ritrova quasi, nel finale, nella fuga del suo adorato cagnolino, l’unico a donare un senso alla sua solitaria esistenza di vecchio.
E’ così commuovente ed insieme umano il legame che lega il protagonista al suo cane, quanto logorante disumano e schizofrenico il muro che lo divide dagli altri, esseri umani come lui, spesso soli quanto lui, ed impegnati in una quotidianità di sopravvivenza che sembra non lasciare tempo per ascoltare la realtà altrui. L’argomento del film, nonostante i 50 anni dalla sua realizzazione, è quanto mai attuale, la miseria, la solitudine, la vecchiaia, l’indifferenza e l’ignoranza non hanno grosse evoluzioni o progressi, fanno parte dell’essere uomini, e comunque rendono certi comportamenti disumani. Forse in una città grande come Roma anche la gente è rimasta identica. Non mi sento d’accordo con quelle recensioni che descrivono Umberto D. come un personaggio chiuso e riservato, che riesce a confidarsi solo con la giovane domestica della padrona di casa. I tentativi di uscire dall’isolamento sono molti nel corso del film, ma fin dalle primissime scene tutte le persone con cui tenta un rapporto sfuggono, si lasciano quasi scivolare nella fretta e velocemente si allontanano da lui. Mi sembra che sia anche questo uno degli obiettivi del film, una rappresentazione di un sentimento di timore e di chiusura di fronte ad un uomo anziano, solo e in difficoltà anche nell’ esigenza più primaria della vita, quella di trovare non solo un pasto per lui e Flik, ma anche banalmente qualcuno con cui parlare.
Alla fine i due protagonisti, l’uomo e il cane, gli unici veramente umani del film, si compenetrano e si riflettono l’un l’altro, e come avviene in Amores Perros, è incredibile come cane e padrone siano i soli a capirsi e a condividere.