Animali superiori e non

Sì, è vero, nel mio amore per gli animali spesso posso sembrare naif. Sono cresciuta ascoltando i dischi di Cenerentola della Walt Disney e non sopportando di guardare Dumbo che cerca teneramente le carezze della mamma in catene strangolata in una vecchia roulotte del circo. Sono anche cresciuta con un cane, uno splendido meticcio nero che mi ha lasciato più emozioni e arricchimento interiore della mia intera classe del liceo (insegnanti inclusi, ovviamente), quello che con una parola si definisce umanità. Più umanità in un cane che in 30 persone, è un’affermazione grossa, lo so. Mi ha lasciato più ricordi, più comprensione, più pazienza, più fedeltà, più affetto incondizionato, meno pregiudizi e meno giudizi e mi ha insegnato il senso di responsabilità e l’empatia. D’altronde gli esseri umani sono molto più complessi di un cane, meno istintivi e soprattutto vivono in una rete sociale molto ben costruita. Gli esseri umani non escono più in branco, la mattina, per addentrarsi nei boschi in cerca di cibo, ma se ne vanno al lavoro nella frenesia collettiva di un mezzo di trasporto per guadagnare i soldi necessari alla spesa serale nel supermercato. Compriamo le cose di cui ci nutriamo, molto spesso senza pensare a cosa siano state prima di finire confezionate nel cellophane sullo scaffale del nostro supermercato di fiducia, o quello che fa le offerte speciali della settimana. Compriamo le cose che indossiamo e quasi mai pensiamo a quello che sta dietro una cintura di pelle (spesso nemmeno i negozianti lo sanno) o addirittura dietro una camicia di cotone alla moda ma che costa pochissimo. Compriamo il make up più appariscente o quello più a buon mercato, i medicinali più efficaci per il raffreddore, e così via, in un vortice commerciale senza coscienza. Perchè siamo più evoluti, esseri intelligenti, animali superiori. Proprio perchè siamo superiori, perchè siamo evoluti e tanto intelligenti abusiamo degli altri esseri viventi, torturandoli e costringendoli ad una vita indegna per finire sulle nostre tavole dopo un percorso allucinante di cui non abbiamo traccia, oppure per poter vendere il rossetto più luccicante della storia che però prima di far brillare le nostre labbra è stato testato su un ignaro coniglio a cui non fregava proprio nulla di tutto questo ma si sarebbe accontentato di vivere a modo suo, zompettando tra l’erba di un prato.
Certo, qualcosa si deve pur mangiare, si deve potersi vestire all’ultima moda, ma la sofferenza dovrebbe essere una necessità ridotta al minimo, quando si riesce e si può e finchè si è abitanti di questa Terra.

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